Prestiti per pensionati invalidi civili

Il ricorso al credito durante la vita di un individuo è una tappa obbligata. Prima o poi tutti si trovano di fronte al dover chiedere alla propria banca o ad una finanziaria un prestito oppure un mutuo. Diverse categorie di persone possono chiedere un finanziamento e sono disponibili anche dei prestiti per pensionati invalidi civili.

Sembra tuttavia che l’accesso a questo mondo, costellato di operatori diretti e mediatori, avvenga principalmente con una operazione di credito al consumo. Che si tratti di un telefonino oppure di un elettrodomestico, da quel momento veniamo censiti ed inizia il nostro cammino creditizio. Volendo semplificare al massimo ed evitare tecnicismo inutili, siamo come degli studenti a scuola.

I requisiti per ottenere un prestiti per pensionati invalidi

Le informazioni iniziali, quelle con cui accediamo al credito, riguardano fondamentalmente la fonte del nostro reddito, se questo è a tempo determinato o indeterminato, la nostra età anagrafica, e le spese correnti che dobbiamo affrontare, oltre ovviamente all’assenza di pregiudizi che se presenti porterebbero al diniego della nostra richiesta.

Per effettuare queste operazioni, banche e finanziarie consultano le centrali rischi, che altro non sono che database dove vengono conservati per un tempo che viene stabilito secondo un codice deontologico di buona condotta i dati della nostra pagella creditizia.

Vengono inoltre consultate le Conservatorie dei Registri immobiliari ed i registri protesti detenuti dalle Camere di Commercio. Il tutto avviene sotto stretto controllo del Garante per la Protezione dei dati personali, che esercita i suoi poteri con un discreto rigore, specie a tutela del cittadino, il quale deve essere correttamente informato sulla natura, il fine ed i tempi di conservazione delle informazioni che vengono comunicate a questi enti.

Se la nostra storia creditizia è buona, perché siamo stati sempre puntuali, siamo certi che una nuova richiesta di finanziamento verrà accolta molto più velocemente. Attenzione che vi è anche un controllo relativo al sovraindebitamento. Talvolta infatti un finanziamento non viene concesso perché il cliente ne ha già diversi in corso e pertanto rischierebbe di non avere più dal suo stipendio quella quota minima che sia in grado di offrirgli di poter vivere in maniera dignitosa.

Tutte queste indicazioni preliminari vogliono semplicemente porre le basi per far comprendere che il concetto di credito è basato sulla quantificazione del rischio che il cliente possa non adempiere all’impegno preso.

Differenze di invalidità civile per i prestiti per pensionati

Per quanto riguarda gli invalidi civili, destinatari di una pensione di invalidità a carattere permanente quindi e non anche di un provvedimento temporaneo, la gestione di una richiesta di credito avverrà secondo canoni ordinari, in quanto la banca o finanziaria non terrà neanche conto dello stato di salute del richiedente. Questo nella maggior parte dei casi, ma ci sono delle eccezioni, ovviamente.

Esistono invalidità di varia gravità e per alcune di queste il rischio per chi concede il prestito è che lo stato di salute del richiedente potrebbe trovarsi in una condizione di precarietà tale da essere in pericolo la sua esistenza in vita.

In tal caso le compagnie assicurative, che solitamente affiancano il credito con delle polizze apposite, potrebbero rifiutare la copertura e pertanto la banca o la finanziaria si troverebbero esposti direttamente. Il risultato è che l’esito della richiesta sarebbe negativo e non sarebbe possibile accedere ai prestiti per invalidi civili.

Tuttavia il mercato del credito è molto fluido ed è per questo che occorre fare qualche ricerca anziché fermarsi al primo istituto e magari scoraggiarsi davanti ad un rifiuto che, è bene saperlo, viene tracciato nelle centrali rischi e costituisce un precedente negativo.

Enti ed iniziative utili per ricevere prestiti per pensionati invalidi civili

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) per esempio ha delle convenzioni in essere con diverse banche ed è pertanto un primo collettore dove trovare magari dei prodotti dedicati interessanti.
Anche i patronati hanno accesso ad informazioni sempre molto aggiornate e possono fornire all’utenza delle ottime indicazioni su come ottenere credito pur essendo invalidi civili.

L’Associazione Nazionale Disabili Italiani fornisce un servizio analogo di consulenza e, previa l’adesione del richiedente, sarà possibile ottenere informazioni sugli accordi siglati a livello nazionale o locale. In questo modo si avranno tutte le info per capire come richiedere dei prestiti per invalidi civili senza difficoltà.

Va segnalata infine anche l’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana che, attingendo anche alle entrate provenienti dall’otto per mille, ha costituito un fondo per mezzo del quale concede il prestito della speranza, che ha come destinatari proprio persone in stato di difficoltà.

L’accesso al mercato creditizio da parte dei pensionati invalidi civili non è quindi una utopia, in quanto la persona invalida, seppure affetta da una rilevante problematica di salute che ha reso necessario l’intervento dello Stato a suo tutela, potrebbe avere comunque una aspettativa di vita e reddituale pari a quella di una persona sana.

Prestiti per invalidi civili: le migliori soluzioni

Vediamo di seguito alcuni esempi di finanziamento per chi ha un’invalidità civile. Sono diverse le società di credito che danno la possibilità di ottenere un capitale in prestito, di seguito abbiamo elencato alcune soluzioni tra quelle attive in Italia.

Credem: cessione del quinto per invalidi civili

La banca Credem mette a disposizione dei clienti con invalidità civile la possibilità di ottenere un finanziamento sotto forma di cessione del quinto per invalidi civili. Sulla base della tipologia di disabilità saranno stabilite anche le caratteristiche specifiche del finanziamento.

Per ottenere il credito è sufficiente disporre di un documento di identità, della pensione di invalidità e ci autocertificare la propria condizione sanitaria. Solo in un numero ridotto di casi viene richiesto l’RVM, ovvero il Rapporto di Visita Medica, che ha lo scopo di certificare la condizione di salute del cliente richiedente il prestito.

La cessione del quinto è aperta anche a coloro che sono stati inseriti nella lista dei cattivi pagatori e/o che hanno altri prestiti in corso, a patto che la rata mensile complessiva di restituzione non superi un quinto dell’introito mensile percepito.

Il prestito può avere una durata che va da un minimo di due anni ad un massimo di 10 anni. L’operazione si deve concludere prima che il cliente compia 89 anni di età anagrafica. La rata per la restituzione resta fissa per tutta la durata. Per ulteriori informazioni sui costi si può chiedere un preventivo gratuito, ricordando che la cifra massima che si può ottenere è di 60mila euro.

BPER: prestito agevolato per disabili

Un’altra soluzione di finanziamento è quella proposta da BPER, banca che mette a disposizione un prestito agevolato per disabili. Si tratta di un prestito finalizzato, volto a sostenere delle spese specifiche, ad esempio l’acquisto di comunicatori alfabetici, spese per la cura della persona, per l’acquisto di dispositivi informatici e via discorrendo.

La somma ottenibile va da un minimo di 1.001 euro – perfetto per chi ha bisogno di un piccolo prestito – fino ad un massimo di 25.000 euro. L’istituto di credito finanzia la spesa al 100%, coprendo anche l’IVA e concedendo il prestito solo in caso di spese documentate.

Per quanto riguarda la durata dell’operazione, il denaro ottenuto per coprire la spesa documentata può essere restituito in un massimo di 10 anni, con delle comode rate mensili. Il tasso è variabile, dipende dalla cifra chiesta e dal tempo che ci vorrà per restituirla interamente insieme agli interessi.

Una particolarità di questo finanziamento è che non deve per forza essere intestato alla persona portatrice di disabilità civile, ma può essere intestato anche ai familiari. Si ricorda che il denaro sarà concesso solo per sostenere delle spese documentate e necessarie per migliorare la qualità di vita del disabile.

CEI: piccoli prestiti per invalidi civili

Abbiamo già accennato prima alla Conferenza Episcopale Italiana. Questa ha stretto un accordo con l’Associazione Bancaria Italiana ed ha dato vita ad un piccolo prestito per invalidi civili. Grazie a questo strumento chi ha un’invalidità civile può chiedere di ottenere un finanziamento per un capitale massimo di 6.000 euro.

Nel caso in cui il prestito dovesse essere accettato, il denaro non sarà accreditato tutto insieme, ma in rate da cinquecento euro. Per la restituzione del denaro, al pari di un prestito personale è possibile versare delle rate mensili, per una durata massima di 5 anni. Con questo tipo di finanziamento si potrà godere di un tasso agevolato, che manterrà bassi i costi dell’operazione.

Le richieste che arrivano ogni anno alla CEI sono numerose, mentre i fondi sono ovviamente limitati. Per questo motivo verrà data precedenza alle persone in maggior difficoltà: tutti gli altri potranno chiedere un prestito sfruttando una delle altre soluzioni che sono state descritte.

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